SCHEDA DEL FILM

Arena del Carmine Lugo

sabato 5 settembre

L'ULTIMA MISSIONE - PROJECT HAIL MARY

  • Regia: Phil Lord, Christopher Miller
  • Attori: Ryan Gosling, Milana Vayntrub, Sandra Hüller, Ken Leung, James Ortiz
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Nazione: USA 2026
  • Genere: Fantascienza
  • Durata: 156 minuti
  • Orari

    Apertura arena 20.30

    Proiezione film 21.15

Trama del film

Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, superato lo shock, un uomo inizia a ricordare chi è e come è finito lì. Si chiama Ryland Grace ed è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente che l'hanno ostracizzato, tanto da portarlo a lasciare l'accademia. Ora il Sole sta rapidamente perdendo energia, a causa di microscopici alieni detti astrofagi, e le sue teorie su forme di vita alternative ottengono l'attenzione di Eva Stratt.  A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni, misteriosamente, non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.

Trailer

Commento

Cosa hanno in comune The Martian e Project Hail Mary? Non poco. I romanzi da cui sono tratti portano entrambi la firma di Andy Weir e le due sceneggiature sono state adattate da Drew Goddard. Sono storie di fantascienza in cui la scienza pesa quasi quanto la fantasia e che raccontano di uomini naufraghi nello spazio. Solitudine, sopravvivenza, umorismo e ingegneria sono temi ricorrenti. Ma se Matt Damon deve pensare a se stesso nella speranzosa attesa che qualcuno lo vada a recuperare su Marte, Ryan Gosling deve salvare l'intera razza umana conducendo test scientifici a 11.9 anni luce dalla Terra. La relativamente inevitabile comparazione con The Martian, film diretto da Ridley Scott, è dunque una via per farsi un'opinione su L'ultima missione: Project Hail Mary. Dal confronto, quest'ultimo ne esce sconfitto, nonostante ci sia del buono da individuare.  Science-fiction e esistenzialismo vanno spesso di pari passo. Il genere serve su un piatto d'argento la possibilità di affrontare le grandi domande sull'esistenza umana e di esplorare filosofie ardite, andando a solleticare le nostre elucubrazioni ontologiche. O, semplicemente, per un po' di sano e magari intelligente intrattenimento. Project Hail Mary non ha questa ambizione. I due registi Phil Lord e Christopher Miller accettano la missione di rispettare il tono ironico e leggero del romanzo, di dare una forma visiva e credibilità agli esperimenti ingegneristico-scientifici ma, soprattutto, di prendersi cura del cuore dell'intero film: la storia di un'amicizia tra un umano e un roccioso amico alieno, costretti a collaborare per trovare una soluzione e salvare le rispettive specie.  L'abbiamo visto brutale in Drive, struggente in Le pagine della nostra vita, danzante in La La Land, sexy in Crazy, Stupid, Love goffo in The Nice Guys. E di goffaggine, Ryan Gosling ne mette anche nel personaggio di Ryland Grace, brillante insegnante che nelle vesti di scienziato ha ancora molto da dimostrare. Quello che gli manca è il coraggio di partire come "volontario" per l'ultima missione/speranza nel tentativo di salvare la Terra. O meglio, salvare il sole dall'organismo che lo sta lentamente divorando. Se c'è una scena da incorniciare che è identificabile come l'anima del film, è proprio quella in cui il protagonista rifiuta l'offerta di sacrificarsi per l'umanità e se la dà a gambe, prima di essere atterrato e sedato. Come biasimarlo, d'altronde. Non avere la stoffa dell’eroe è profondamente umano, ed è perfettamente in linea con il tono sensibile e ironico che i due registi conferiscono al film.  La progressiva amicizia tra Ryland e il suo nuovo amico ribattezzato Rocky sembra uscita da una fiaba. Ciò che diverte e che lo rende peculiare, oltre al fatto che il roccioso aracnide conosca le leggi della fisica anche più del terrestre, è che un film da 200 milioni di euro di budget punti tutto sulla costruzione del rapporto tra questa strana coppia spaziale. Senza espressioni facciali in quanto priva di volto, se la quasi inanimabile creatura arriva a suscitare affetto è perché Gosling fa il lavoro per entrambi, grazie al suo indiscutibile e disarmante carisma. Con una moderata vivacità di montaggio all'inizio per introdurre premessa e personaggi nell'andirivieni dei flashback, L'ultima missione: Project Hail Mary non insegue la spettacolarità di altre avventure cinematografiche al di fuori dell'orbita terrestre. L'interno dell'astronave a un certo punto diventa una taverna in cui due amici passano il tempo insieme. Lord e Miller cercano di intercettare lo spirito fanciullesco del pubblico, accompagnato da una colonna sonora sorprendentemente eclettica, che passa da Miriam Makeba a Prince, dagli Oasis a Ella Fitzgerald, fino al celebre tema di Rocky composto da Bill Conti. Ma, in fondo, ci si chiede: la natura fiabesca del film è sufficientente per essere spalmata su due ore e mezza di durata? Ecco, probabilmente no. (antonio Bracco - Comingsoon)

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