SCHEDA DEL FILM

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giovedì 7 luglio

RADIOFRECCIA - ALBINEA CANALI

  • Regia: Luciano Ligabue
  • Attori: Luciano Federico, Stefano Accorsi, Francesco Guccini, Serena Grandi, Patrizia Piccinini
  • Distribuzione: Medusa
  • Nazione: Italia 1998
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 112 minuti
  • Orari

    Albinea Canali

    Via Tassoni 213 - Canali (RE)

    giovedì 7 luglio

    accoglienza dalle ore 19.30

    proiezione ore 21.30

    Prenotazioni:

    Cinemadivino3665925251

    Albinea Canali0522 569505

Trama del film

20 giugno 1933 sera. Diciotto anni dopo essere stata aperta, Radiofreccia (originariamente Radio Raptus) chiude le trasmissioni. Bruno Iori, fondatore e deejay, decide di raccontare come è nato il nome con cui l'emittente è ora nota. Cambiò il giorno dopo la morte per overdose da eroina di Ivan Benassi detto "Freccia" per una macchia su una tempia. Per farlo descrive com'era la vita in una cittadina emiliana a metà anni Settanta con gli amici che facevano gruppo anche se avevano caratteri diversi e differenti visioni della vita e con gli amori, le delusioni, gli incontri della vita quotidiana.

Trailer

Commento

Luciano Ligabue al suo esordio dietro la macchina da presa e con l'aiuto di Antonello Grimaldi dipinge con immagini e parole la vita di un piccolo centro di provincia lontano dalle manifestazioni e dalle bombe.  Ci sono un nome e una professione che uniscono due film che hanno lasciato un segno nell'evoluzione del cinema italiano. È quello di Antonello Grimaldi, mentore di Ligabue e aiuto regista di Giuseppe Piccioni per il suo film d'esordio Il grande Blek. Il regista marchigiano in quel film del 1987 raccontava il'68 e dintorni di inizio anni '70 in una città di provincia, Ascoli Piceno, riuscendo a far percepire a chi viveva nei grandi centri urbani come i conflitti acquisissero una dimensione diversa in quella realtà.  Ligabue, undici anni dopo e con un approccio molto diverso, si mette alla prova facendo altrettanto con la descrizione, quasi a staffetta, del periodo immediatamente successivo cambiando non di molto la latitudine e conoscendo a sua volta, lui di Correggio, la materia che tratta. Il punto di partenza sono i suoi racconti raccolti in "Fuori e dentro il borgo" che trovano una struttura, che lui definisce di "regia circolare", che gli permetta di focalizzare le vicende di più personaggi facendo però in modo di far ritornare poi la narrazione sul fil rouge delle vicende di Freccia, del suo perdersi per poi ritrovarsi per perdersi di nuovo.  Intorno a lui i suoi amici, con le loro imprese goliardiche, le loro battute, il loro lasciarsi vivere salvo poi non riuscire più a controllarsi come accade a uno di loro. Su tutto questo la nascita delle prime radio 'libere' come si chiamavano allora e come Eugenio Finardi le cantò tessendone l'elogio: "Se una radio è libera, ma libera veramente/Mi piace ancor di più perché libera la mente".  Radio Raptus nasce così, quasi per caso, e la vediamo crescere per farsi voce e coscienza anche critica di quanto sta accadendo fuori delle sue mura (resta nella memoria la scena in cui Ivan racconta come è caduto nel gorgo dell'eroina).  Piano piano la pubblicità vi troverà spazio ma lo spettatore la incontra nel momento della sua chiusura, quando diventa necessario fare memoria su quanto accaduto nel corso degli anni in cui muoveva i primi passi con nastri, vinili e audiocassette. Per fare ciò è necessario curare anche la colonna sonora che deve essere costata non poco in diritti ma che ricostruisce con attenzione filologica il background acustico di quei giorni senza però mai cadere nella nostalgia fine a se stessa. Si tratta semmai, per lo stesso Ligabue, che nel libro aveva immesso più di un elemento autobiografico, di fare i conti con la sua generazione in costante equilibrio instabile tra ribellione, ribellismo sterile e omologazione.

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