SCHEDA DEL FILM

Cinema Mariani Ravenna

martedì 11 - mercoledì 12 maggio

IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE

  • Regia: Jean-Pierre Jeunet
  • Attori: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Dominique Pinon, Rufus, Jamel Debbouze, Lorella Cravotta
  • Distribuzione: Bim
  • Nazione: Francia 2001
  • Genere: Commedia
  • Durata: 120 minuti
  • Orari

    mar 11 - mer 12: 17.00 - 19.40

    Prenota o acquista il biglietto online

    Riedizione 2021 in occasione del 20° anniversario

Trama del film

Amélie cresce in provincia, siamo in Francia. Suo padre è un medico fin troppo originale: visita ogni mese la figlia, che si agita ogni volta, e crede che sia malata di cuore. La madre, uscita dalla chiesa, viene schiacciata da una suicida. Più grande la ragazza va a Parigi. Fa la cameriera e incontra tanta gente. Il 31 agosto 1997 è il giorno decisivo della sua vita: vede in tv il servizio dulla morte di lady Diana, le cade di mano un tappo di bottiglia che finisce sotto una piastrella, dove Amélie trova una vecchia scatola di cianfrusaglie (figurine, la foto di un calciatore, un ciclista di ferro). Si mette in testa di rintracciare il proprietario, che a quel punto avrà una cinquantina d'anni. Lo trova, gli restituisce il "ricordo" e gli cambia la vita. Da quel momento decide di far felice il prossimo...

Commento

Una piccola scatola arrugginita, avvolta (nascosta) nel mistero, colma di antichi giochi preziosi, inutili agli occhi dei più, traboccanti di significato per chi torna o resta bambino e sa cogliere il lato magico dell'esistenza, deformare le piccole cose della vita e tradurle in fantasia, La Mia Vita in Rosa e Zazie nel Metro, tenerezza, predestinazione, bizzarria. La Montmartre sognata da Jean-Pierre Jeunet è edificata sulla frutta candita, il realismo poetico alla Prévert, gli incantesimi di René Clair, i fumetti retrò, le favole sentimentali, passi surreali, soggettive aliene, leggerezza agrodolce, briose fantasie alla Richard Lester, colori pastello, cuoricini alla Peynet frullati nell'amena follia di Delicatessen e Jules e Jim. Amélie e la Poetica del Fanciullino trovano riparo in un mondo buffo e fatato per allontanare il dolore, apprezzare i piccoli piaceri, consacrarsi agli altri per non confrontarsi con se stessi, pennellare di magia le distanze fra le solitudini. L'infanzia segna per sempre, nel bene o nel male e l'immaginazione (che diventa Arte, Cinema, Sogno), a volte, diventa pericolosa nel momento in cui possiede anziché soccorrere la "vita vera" (vedere il tipo geloso di Dominique Pinon, l’amore virtuale di Amélie o il misterioso uomo delle fototessere che si materializza in un tecnico). Fra tante vittime di pratiche maniacali e nevrosi (indimenticabile la ricca galleria di personaggi), l'amour-fou di Amélie rischia di spegnersi in un anonimo elenco di cose che piacciono e non, di esaurirsi in una divertente ma pur sempre solipsistica caccia al tesoro, di accontentarsi dell'alito di uno spettro in un tunnel dell'orrore. Al grido "Basta con Lady D, viva Renoir!", l'occhio di un pittore dalla mano di vetro coglie l'espressione giusta per l'innamorata ritratta (Amélie), la ringrazia dei monumenti ai vari Toto le Heros del quotidiano (i sognatori) e la spinge ad uscire dal quadro, per non incontrare quello gnomo che vive per procura(re)...stimoli agli altri. Apoteosi, prodigio del dettaglio. (Niccolò Rangoni Machiavelli - 12/1/2001)

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