SCHEDA DEL FILM

Cinema Mariani Ravenna

prosegue

HAMMAMET

  • Regia: Gianni Amelio
  • Attori: Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradoss
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Nazione: Italia 2020
  • Genere: Biografico/Drammatico
  • Durata: 126 minuti
  • Orari

    dom 19: 16.50 - 19.00 - 21.15

    lun 20 - mar 21: 18.30

    mer 22: 21.00

Trama del film

Raccontare gli ultimi sei mesi di Bettino Craxi è l'obiettivo, difficile e molto sensibile per l'Italia, dell'ultimo film di Gianni Amelio dal titolo Hammamet. Sono passati 20 anni dalla sua fine prematura in Tunisia, complesso dire se pochi o molti per cominciare a guardare con il giusto distacco il discusso leader politico socialista. Ma Gianni Amelio con la complicità di un Pierfrancesco Favino reso straordinariamente somigliante ci prova. Il film esce al cinema il 9 gennaio 2020, mentre il 19 gennaio del 2000 veniva a mancare l'ex premier italiano.

Commento

Con Hammamet Gianni Amelio affronta una pagina della Storia d'Italia sulla quale persiste una lettura contrapposta: Craxi era un "maleducato, manigoldo, malfattore, malvivente e maligno", o un uomo dalla statura fisica e politica imponente "circondato da nani", bersaglio di una "congiura contro la sua persona" più che contro un sistema di cui "tutti facevano parte"?  Amelio e il suo team di sceneggiatori non forniscono una risposta univoca, e preferiscono concentrrsi sulla dimensione umana di Craxi e su quella scespiriana, kafkiana e sciasciana della sua storia pubblica, laddove il singolo diventa la cartina di tornasole di un modus operandi che non riflette solo le contorsioni e le viltà della politica ma il carattere stesso degli italiani, pronti a salire sul carro del vincitore e a scendere da quello del perdente.  Nessuno dei personaggi, nemmeno Craxi, è chiamato con il suo vero nome, e questo darà il via al gioco delle identificazioni: Vincenzo potrebbe essere Moroni, l'Ospite Fanfani, il Giudice è certamente Di Pietro, e così via. Ma ciò che conta è l'atmosfera crepuscolare della caduta di un uomo di potere mostrato all'inizio in uno dei punti più alti della sua ascesa, a quel 45esimo Congresso del PSI dove il suo viso era inquadrato al centro di un triangolo come l'occhio di Dio, e dove invece Amelio ci mostra già i garofani a terra, presagio del futuro di un partito che "non sopravviverà" all'egocentrismo e agli azzardi di quel capo che per primo l'ha portato alla Presidenza del Consiglio. E il commento musicale di Nicola Piovani decostruisce l'Internazionale, preannunciando i disfacimento del PSI.  Amelio rapporta la figura imponente di Craxi ai suoi spazi, da quelli esaltanti del Congresso a quelli spogli della Tunisia nei quali è impossibile nascondersi (come già ne Il primo uomo), mettendo a confronto l'infinitesimalità dell'Uomo, anche il più potente, con l'immensità dell'ambiente che lo circonda (come ne La stella che non c'è).  All'interno della storia giganteggia Pierfrancesco Favino, cui Hammamet appartiene tanto quanto ad Amelio, che incarna un Craxi più vero del vero nella voce, nel gesto, nella postura, e soprattutto nell'essenza drammatica. La sua non è semplicemente (!) una metamorfosi, ma l'interpretazione magistrale di un uomo dominato da pulsioni contrapposte: egocentrismo e senso dello Stato, orgoglio (anche italico) e arroganza, pragmatismo politico e assenza di cinismo. Un uomo il cui tempo è scaduto, ma la cui discesa crepuscolare verso la fine non riesce a privarlo della sua visione dall'alto.  A commento della vicenda craxiana Amelio allinea spezzoni di film (Le catene della colpa) e canzoni ("Cento giorni", "A modo mio", che nel suo "quel che sono l'ho voluto io" ricalca il "My Way" di Frank Sinatra), trasforma (genialmente) la Crisi di Sigonella in una battaglia fra soldatini, dà a Stefania Craxi (soprannominata Anita, come la compagna di Garibaldi, e molto ben interpretata da Livia Rossi) il ruolo di vestale e a Bobo quello del "cretino" (ma gli restituisce anche una dignità filiale).  L'unico passo falso è il personaggio di Fausto, ridondante rispetto alla storia, inadeguato nella recitazione fragile di Luca Filippi, che scompare accanto a quella di Favino: del resto il solo che riesce a tener testa all'attore protagonista (come al personaggio che incarna), è un altro gigante - Renato Carpentieri nei panni dell'Ospite. (Paola Casella - Mymovies)

Suggerisci agli amici:
TOP