SCHEDA DEL FILM

Rocca Brancaleone Ravenna

domenica 8 settembre

EASY RIDER - ANTEPRIMA NAZIONALE VERSIONE RESTAURATA

  • Regia: Dennis Hopper
  • Attori: Peter Fonda, Jack Nicholson, Karen Black, Dennis Hopper, Luana Anders, Antonio Mendoza
  • Distribuzione: Cineteca di Bologna
  • Nazione: USA 1969
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 94 minuti
  • Restaurato in 4K da Sony Pictures Entertainment in collaborazione con Cineteca di Bologna presso i laboratori L'Immagine Ritrovata, Chace Audio e Deluxe Audio e Roundabout Entertainment.
  • Orari

    dom 8: 21.15

    Anteprima Nazionale 

    Proiezione in lingua originale sottotitolata in italiano

    Restaurato in 4K da Sony Pictures Entertainment in collaborazione con Cineteca di Bologna presso i laboratori L'Immagine Ritrovata, Chace Audio e Deluxe Audio e Roundabout Entertainment.

Trama del film

Billy e Wyatt attraversano il sud dell'America in cerca di fortuna. Arrestati per aver sfilato insieme a una banda senza l'apposito permesso, vengono aiutati da un avvocato che decide di unirsi alla loro avventura.

Commento

Bandiera di un'intera generazione, Easy Rider fu praticamente il primo film hollywoodiano di produzione indipendente, girato fuori dall'influenza di Roger Corman (cui peraltro deve qualcosa), a ottenere un successo mondiale, dimostrando che i tempi erano ormai maturi per un cinema di quel tipo e in particolare che il mercato dello youth movie non si identificava più con una specifica fascia generazionale, ma virtualmente con la maggioranza del pubblico americano. Della lezione cormaniana esso mostra la scelta delle riprese on location, la perfetta frammistione di immagini e musica rock, la denuncia soffice e in certa misura qualunquista, e naturalmente l'ascrivibilità al bike movie. Ma la pellicola vanta altre componenti più originali: il quadro in certa misura affrescale dell'America del tempo, dalle comunità hippy agli agglomerati meridionali meschini e ignoranti, la poetica on the road, che pur appartenendo al cinema hollywoodiano di sempre, appare qui chiaramente impostata in termini aggiornati a modi, valori, mitologia delle nuove generazioni. [...] Peraltro è ben vero che la struttura sostanzialmente picaresca del film rimanda a una forte tradizione culturale, letteraria e cinematografica, preesistente e posteriore, che va da Huckleberry Finn a On the Road, da Scarecrow (Lo spaventapasseri, 1973) di Jerry Schatzberg a My Own Private Idaho (Belli e dannati, 1991) di Gus Van Sant. Opera che, in linea con il costume giovanile dell'epoca, propone il tema della droga come un dato di fatto, Easy Rider ha avuto anche il merito di rivelare un talento straordinario che di lì a poco avrebbe furoreggiato nella produzione della New Hollywood degli anni Settanta: quello di Jack Nicholson, già attore dai primi anni Sessanta alla corte di Roger Corman, e destinato, come sappiamo, a ben altri fasti. Meno ideologizzato rispetto ad altri film di quegli anni (The Strawberry Statement ‒ Fragole e sangue, Stuart Hagmann 1970, R.P.M. ‒ R.P.M. Rivoluzione per minuto, Stanley Kramer 1970, e persino quell'importante introspezione sottilmente politica e insieme esistenziale, Five Easy Pieces ‒ Cinque pezzi facili, di Bob Rafelson, con Nicholson e ancora dello stesso anno), Easy Rider è in fondo un inno al disimpegno, una testimonianza di nausea e disprezzo (impliciti, certo) verso i valori in gioco nella società statunitense di allora, la (sempre implicita) affermazione che sinistra e destra sono idee e termini obsoleti, che essere nel gioco è comunque compromettente. Ma il film mostra anche la coscienza che, per quanto da quel gioco vi siano persone che vogliono uscire, il farlo non è tollerato, chi è libero (o anche soltanto si atteggia a tale) viene duramente redarguito e punito. Addirittura eliminato. ( Franco La Polla, Easy Rider, in Enciclopedia del Cinema Treccani, 2004)

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