SCHEDA DEL FILM

Arena del Carmine Lugo

domenica 7 luglio

IL CORRIERE - THE MULE

  • Regia: Clint Eastwood
  • Attori: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia, Alison Eastwood, Taissa Farmiga, Ignacio Serricchio, Loren Dean, Eugene Cordero
  • Distribuzione: Warner Bros
  • Nazione: USA 2018
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 116 minuti
  • Orari

    dom 7: 21.30

Trama del film

Earl Stone è un uomo di circa 80 anni rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un auto. Compito semplice, ma, ciò che Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Nel suo nuovo lavoro è bravo, così bravo che il suo carico diventa di volta in volta più grande e per questo motivo gli viene assegnato un assistente. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo “mulo” della droga è finito anche nel radar dell’efficiente agente della DEA, Colin Bates. E anche se i suoi problemi di natura finanziaria appartengono ormai al passato, i suoi errori affiorano e si fanno pesanti nella testa, portandolo a domandarsi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga beccato dalla legge... o addirittura da qualcuno del cartello stesso.

Commento

L’altra faccia della medaglia di Walt Kowalski, figura su cui venne impostato nel 2008 l’ottimo “Gran Torino”. Interpretato, come pure quel personaggio, da Clint Eastwood, non potrebbe essere definito in altro modo Earl Stone, il più efficiente corriere nella storia del cartello della droga di Sinaloa, che, però, fu l’uomo meno scontato, trattandosi di un novantenne che viaggiava per lavoro.  Novantenne con la passione per la coltivazione e la vendita dei fiori che, ritrovandosi economicamente in disgrazia, finisce per accettare un lavoro che richiede la sola abilità di guida di un’auto, senza immaginare, inizialmente, di trasportare stupefacenti per conto del boss Laton, dalle fattezze di Andy Garcia. Novantenne che, non essendo riuscito a mantenere la promessa di pagare le spese del matrimonio di sua nipote, considera i soldi come l’unico modo per ricomprare letteralmente l’affetto dei familiari; man mano che apprendiamo che è un reduce di guerra e che non manifesta affatto timore, di conseguenza, dinanzi a giovani armati di pistola, ma anche che sulle sue tracce si sono l'agente speciale della DEA Colin Bates alias Bradley Cooper e due colleghi incarnati da Michael Peña e Laurence Fishburne.  Perché, qui impegnato anche dietro la macchina da presa, il “buono” di Sergio Leone costruisce le quasi due ore di visione orchestrando da un lato le indagini portate avanti dalle forze dell’ordine e dall’altro, appunto, i viaggi effettuati da Earl, sempre con la battuta pronta, sia quando incontra un gruppetto di donne omosessuali che quando presta soccorso ad una coppia di colore in difficoltà nel sostituire uno pneumatico. E, forte di un ottimo cast comprendente anche la figlia Alison Eastwood e la vincitrice del premio Oscar Dianne Wiest, concretizza un’operazione on the road su uno script lineare – a firma dello stesso Nick Schenk sceneggiatore del sopra menzionato “Gran Torino” – che prende ispirazione dall’articolo nel New York Times Magazine intitolato “The Sinaloa cartels’ 90-year-old drug mule” di Sam Dolnick.  Script che, affrontante i temi del rimpianto e del perdono nel fornire una nuova storia da grande schermo relativa alla tanto chiacchierata seconda occasione, punta soprattutto sulla grandezza dell’immarcescibile Clint nel delineare un individuo capace di risultare sempre simpatico nonostante il non proprio accomodante modo di comportarsi. Un individuo che, tra l’altro, non manca di sfoderare una propria avversione nei confronti di internet con tanto di insulti alla generazione che la rete ha tirato fuori, da lui accusata di non essere poi tanto sveglia; mentre l’aria che si respira è quella di una vicenda agrodolce, quasi malinconica nei confronti di un’esistenza che non è stata quella che poteva (o doveva) essere.  Una vicenda agrodolce decisamente coinvolgente e non priva di indispensabile ironia che, nel suggerire che si può comprare tutto ad eccezione del tempo, sembra rivelarsi anche un’affascinante riflessione sugli anni che passano destinata a far tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che erano giustamente rimasti delusi dal mediocre “Ore 15:17 – Attacco al treno”, precedente fatica registica eastwoodiana. (Francesco Lomuscio - FilmUp)

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