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CINEMA ITALIA - da venerdì 21 novembre
TITOLO: GALANTUOMINI
REGIA: Edoardo Winspeare
CON:

Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Fabrizio Gifuni, Giorgio Colangeli, Gioia Spaziani, Marcello Prayer, Lamberto Probo

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution 
GENERE: Drammatico
DURATA: 100'
NAZIONE: Italia 2008
TRAMA: Lecce, anni '90. Ignazio è uno stimato giudice che è da poco rientrato in città dopo aver lavorato per molti anni al Nord. Rivede Lucia, la donna di cui è sempre stato segretamente innamorato fin da piccolo. La donna lavora come rappresentante di profumi, ma si tratta di una copertura. In realtà Lucia è diventata il braccio destro del boss Carmine Zà, uno dei capi della Sacra Corona Unita, la nuova organizzazione criminale che in quegli anni raggiunge il suo apice di potenza e ferocia. Ignazio ritrova anche il suo amico d'infanzia Fabio, con cui insieme all'indomita Lucia formava un terzetto indivisibile, negli anni della loro giovinezza. Erano gli anni Sessanta, quando il Salento era considerato ancora un' "isola felice". Una sera Fabio si ferma a giocare a biliardo al bar di Infantino, uno dei più attivi spacciatori della zona e anche padre del figlio avuto con Lucia. Il giorno dopo Fabio viene ritrovato senza vita per una dose di droga tagliata male. A Ignazio, sconvolto per l'accaduto, viene affidato il caso. Ma nel cercare di smascherare lo spaccio di droga che fa capo alla SCU, scopre che Lucia non solo è coinvolta, ma che è addirittura una sorta di boss della malavita organizzata. Il mondo di Ignazio va in crisi. Dilaniato dal conflitto, si dimette dal caso. Ma una notte, dopo uno scontro a fuoco tra cosche rivali, Lucia - braccata da tutti - bussa alla porta di Ignazio.


Commento

Dopo il poco convincente tentativo di ‘normalizzazione’ del suo cinema primordiale, potentemente sensoriale e fortemente epidermico, rappresentato dal precedente Il Miracolo, Edoardo Winspeare lima definitivamente gli eccessi oleografici e il qualche pittoricismo di troppo che caratterizzavano la sua produzione di finzione, realizzando con questo Galantuomini uno scarno e secchissimo affresco di quotidiana malavita sullo sfondo della sanguinosa ascesa della Sacra Corona Unita nei primi anni ’90 in Salento. Gli è molto d’aiuto probabilmente l’apporto dato al copione da Andrea Piva, fratello e sceneggiatore abituale del corregionale Alessandro Piva, che sulle dolorose vicende della sibilante delinquenza pugliese ha costruito l’intera sua poetica. Molto più vicino a La Terra di Rubini che a Fine pena mai di Barletti e Conte, il film lascia respirare appieno la tesa atmosfera di pericolo perenne ed imminente nascosta dietro le bianche piazze spettrali da film western dei sedati paesini della Puglia. Recitato come suo solito in un mix di dialetti locali e ambientato dunque in un Salento arcaico in cui per una volta, e finalmente, il sole accecante, le strade brulle e desolate, e i filari infiniti di ulivi secolari si rivelano soprattutto l’anticamera ardente di un Inferno di morte e dolore ai quali sembra impossibile sfuggire, e dove il mare livido segna un paesaggio sempre minaccioso e infestato da fantasmi, Galantuomini intreccia le vicende di quattro personaggi entrati tutti nelle rispettive esistenze sin dall’infanzia, come veniamo a sapere attraverso brevi ed accecanti flashback a fotografia ultrasatura. Un magistrato appena trasferitosi alla questura di Lecce dopo esserne stato lontano per anni (Fabrizio Gifuni), un violento e animalesco gangster locale cocainomane e fuori controllo (Giuseppe Fiorello, sorprendente), e un ingenuo sognatore finito nella morsa della droga (Lamberto Probo) sono i tre uomini che girano intorno alla vita di Lucia, madre premurosa e simpatica rappresentate di profumi che é in realtà una spietata capobanda della S.C.U. alle prese con una guerra sempre più follemente sanguinaria e letale contro il clan del perfido Barabba (Marcello Prayer). A questa donna desiderosa solo di una banale normalità (I just wanna be a woman...come canta Beth Gibbons nella splendida scena in cui Lucia balla suadente Glory Box) e magari della speranza di potersi innamorare di nuovo, Donatella Finocchiaro dona una presenza scenica superba, da assoluta forza della natura – un personaggio inquieto e pieno di lati oscuri, compreso il controverso rapporto col vecchio boss esiliato in Montenegro, Zà Carmine (Giorgio Colangeli), che Winspeare traghetta attraverso la rituale scansione delle stazioni dell’ascesa mafiosa della prima parte, verso l’inaspettato e bellissimo decollo del melodramma tra Lucia e il personaggio di Gifuni dell’ultima mezz’ora, dove il regista lascia definitivamente esplodere gli sguardi, i battiti, i gesti, gli ansimi e i sospiri, le distanze e le unioni tra i corpi, con una prepotente forza espressiva ora pienamente giunta a maturità.(Sergio Sozzo)

 

 

ORARI
venerdì - sabato
20.40 - 22.30
domenica
16.45 - 18.30 - 21.15
martedì - mercoledì - giovedì
21.15
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PREZZI
Interi: € 7,00
Ridotti (under 12 - over 60 - Convenzioni): € 5,50
Tessetre WEB: € 5,00
Mercoledì ingresso unico: € 5,00
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