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Cinema Italia Faenza
BEN IS BACK
lunedì 11 febbraio
BEN IS BACK
Regia: Peter Hedges
Attori: Julia Roberts, Lucas Hedges, Courtney B. Vance, Kathryn Newton, Rachel Bay Jones, David Zaldivar, Alexandra Park, Michael Esper, Tim Guinee, Myra Lucretia Taylor
Distribuzione: Notorius Pictures
Paese: USA 2018
Genere: Drammatico
Durata: 98 minuti

Ben sta cercando di disintossicarsi, il giorno di Natale decide di uscire dalla comunità per passare le feste in famiglia. La madre Holly, sorpresa, lo accoglie a braccia aperte, ma capisce presto che qualcosa non va. Durante le 24 ore successive Holly farà tutto ciò che è in suo potere per salvare il figlio ed evitare il collasso della propria famiglia.

Quando due bravi attori duettano sullo schermo come fanno qui Julia Roberts e Lucas Hedges, quando la sceneggiatura è ben scritta, il cast di supporto è realmente tale e la tensione cresce man mano che il film si dirige verso la sua conclusione, lo spettacolo è gradito, anche quando non si tratta di un capolavoro.  È il caso di Ben is back, in cui Peter Hedges, padre del coprotagonista, dirige la storia di una moderna madre coraggio, che di errori ne ha già commessi troppi e di delusioni ne ha già subite abbastanza, tanto da dirsi pronta a scavare la fossa al figlio, ma in verità si aggrappa con le unghie alla speranza di potersi fidarsi di lui.   È un bel personaggio, che sarebbe stato bene addosso anche a Frances McDormand (ma avrebbe dato vita ad un film molto differente), che la Roberts ammanta della dolcezza che le appartiene senza sminuirne la forza e l'ampio registro interpretativo (non male quando la signora Burns, ai tavolini di una caffetteria del centro commerciale, si toglie il sassolino dalla scarpa e dice quel che ha da dire al vecchio dottore di famiglia).  Lucas Hedges è persino eccessivamente temperato nel suo tenere il controllo della fragilità di Ben: non dà quasi mai in escandescenza e quando si mortifica lo fa sinceramente e mai in una logica, probabilmente più verosimile, di vittimismo o nichilismo, ma ciò contribuisce a tenere il film al riparo dalla tentazione del melodramma, almeno fino agli ultimissimi minuti.  Il salvataggio del cagnolino può apparire pretestuoso o meno, ma porta il film, dopo un lungo preambolo, nella sua regione più interessante, quel viaggio notturno di madre e figlio durante il quale la città di ogni giorno cambia fisionomia, rivela il marcio e le ferite, inghiotte i due coraggiosi nel suo ventre in attesa di condannarli o restituirli a nuova vita. (Marianna Cappi - MYmovies)