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Cinema Italia Faenza
7 UOMINI A MOLLO
lunedì 28 gennaio
7 UOMINI A MOLLO
Regia: Gilles Lellouche
Attori: Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde, Jean-Hugues Anglade, Virginie Efira, Leïla Bekhti, Marina Foïs, Philippe Katerine, Félix Moati, Alban Ivanov
Distribuzione: Eagle Pictures
Paese: Francia 2018
Genere: Commedia
Durata: 122 minuti

Un gruppo di quarantenni nel pieno di una crisi di mezza età decide di formare la prima squadra di nuoto sincronizzato maschile della piscina che frequentano. Affrontando lo scetticismo e la vergogna di amici e familiari, allenati da una campionessa ormai tramontata e alla ricerca di conferme, il gruppo di imbarca in un’avventura fuori dal comune per riscoprire un po’ della propria autostima e imparare molto su se stessi e sugli altri.

Commedia sociale "tra uomini", Le Grand Bain è il terzo film di Gilles Lellouche ma il primo (ben) realizzato da solo.  Affondato in una piscina municipale, l'attore interroga la virilità attraverso un gruppo di uomini non esattamente al meglio della forma e alla ricerca di una briciola di riconoscenza. Lellouche filma corpi imperfetti e cadenti a mollo nell'acqua, uomini alla soglia dei cinquant'anni e sulla soglia dello spogliatoio, dove a turno confessano le insoddisfazioni e le rispettive infelicità. A narrarli fuori campo è la voce di Mathieu Amalric alle prese con la caricatura goliardica del suo soggetto di elezione, la depressione.   Incarnazione irresistibile dello scacco, tra Xanax e Candy Crush, è il suo personaggio a introdurre lo spettatore in piscina e al cospetto di un dream team ostinato a riuscire in una disciplina ad assoluto appannaggio delle donne. Sfidando l'immaginario collettivo, il nuoto sincronizzato non è mai associato agli uomini, Lellouche firma un film generoso e inventivo che non ha paura di fare i conti col corpo che cambia e coi bilanci inclementi dell'età.   Al centro della commedia piazza la vulnerabilità esistenziale e lo specchio d'acqua in cui rifletterla e riflettere i profili dei suoi protagonisti, tutti in ambasce con la gestione dei figli, del lavoro, del matrimonio, delle relazioni, dell'avvenire. Insieme formano una squadra di sirene amorfe che riusciranno nell'impresa grazie alla loro volontà e al potere idealizzante del cloro.  Nonostante una regia a grana grossa e qualche passaggio confuso di sceneggiatura, Le Grand Bain guadagna coi suoi antieroi quella disinvoltura di movimento che gli permette di avanzare e di sfidare la fatica del vivere.   Non è certo la prima volta che Lellouche lavora sulla mascolinità e i suoi contorni imprevisti (Gli infedeli) ma a questo giro di vasca la qualità della materia comica, la perfezione dei suoi tempi e il livello della riflessione sul tempo che passa e ha fatto dei protagonisti quello che vediamo, configurano una ben strutturata commedia di caratteri.   Personaggi identificati con rapidità e leggerezza in una sintesi prodigiosa. I ritratti rivelano una sensibilità di scrittura ma soprattutto un'indulgenza e una comprensione che nascono dall'essere compagni di vita affiatati e fedeli. Da Guillaume Canet a Mathieu Amalric, da Benoît Poelvoorde a Philippe Katerine, passando per Jean-Hugues Anglade, tutti esprimono la storia del loro personaggio fuori e dentro l'acqua, registrando i propri soliloqui e facendo appello al personale arsenale comico. Giocolieri del doppio senso e prestigiatori del significato, si accordano in acqua chiedendo indulgenza e complicità anche quando la sparano grossa. Incarnazione sullo schermo dell'etero babbeo, l'autore corregge il tiro, incrocia le gambe e pesca il queer che è in lui e in ciascuno dei suoi eroi in crisi di mezza età.   Vicino col cuore a Rock'n Roll, storia di un attore quarantenne che prende coscienza della caducità della sua gloria, Le Grand Bain si avvale di un cast memorabile, un bacino di possibilità comiche che donano una base solida a questa commedia in apnea. Gilles Lellouche regola il suo film come un balletto e vince l'oro. (Marzia Gandolfi - MYmovies)