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Cinema Italia Faenza
LA STRADA DEI SAMOUNI
lunedì 5 novembre
LA STRADA DEI SAMOUNI
Regia: Stefano Savona
Distribuzione: Cineteca di Bologna
Paese: Italia/Francia 2018
Genere: Documentario
Durata: 128 minuti

Premio Golden Eye Cannes 2018

Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano. Si ricorda di quando portava il caffè a suo padre nel frutteto. Dopo è arrivata la guerra. Amal e i suoi fratelli hanno perso tutto. Sono figli della famiglia Samouni, dei contadini che abitano alla periferia della città di Gaza. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Ora devono ricominciare a guardare al futuro, ricostruendo le loro case, il loro quartiere, la loro memoria. Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto di famiglia prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite in quel gennaio del 2009, quando, durante l’operazione ‘Piombo fuso’, vengono massacrati ventinove membri della famiglia.

C'è un momento, nella ricostruzione delle parti "mancanti" di quanto avvenuto nel gennaio 2009, che colpisce in maniera indelebile l'immaginario dello spettatore.  Il rumore degli spari di fronte al richiamo degli astanti sulla presenza di bambini innocenti, del tutto ignorato dai soldati. Cosa può portare a tanto odio? Cosa può trasformare gli uomini in demoni?   Nella striscia di Gaza ci si è spinti talmente oltre che solo l'allegoria può rappresentare quel che la macchina da presa non ha potuto cogliere. Ricorre infatti a un'immagine del Corano Stefano Savona, quella dell'armata di Abraha, a cavallo degli elefanti, per raccontare l'annientamento improvviso di famiglie, tradizioni e sentimenti. Perché solo il racconto di un'apocalisse può provare a spiegare qualcosa che sfugge alla comprensione razionale, un reset determinato dall'alto, provocato da droni che osservano la vita di un villaggio come fosse una mera coordinata geografica.   Quello del regista palermitano è un lavoro che unisce il coraggio del documentarista, che non si ferma di fronte al pericolo pur di perseguire la propria missione, e l'abilità del narratore, che prova a ricomporre il puzzle della violenza insensata abbattutasi sulla famiglia Samouni, prezioso su molteplici piani di lettura. Seppur di fronte alla barbarie dell'esercito israeliano, infatti, la macchina da presa di Savona mantiene la lucidità necessaria per non cedere alle lusinghe del sentimento di vendetta.  Lo sguardo con cui immortala i tentativi di strumentalizzazione da parte dei fondamentalisti di Hamas, pronti a trasformare i Samouni in martiri post mortem del jihad, ha la stessa fermezza e sobrietà delle immagini che hanno raccontato il massacro. Il ritorno in quei luoghi e il racconto di una festa rappresenta una chiusura su una flebile nota di speranza. Nonostante tutto, benché il mondo sappia dimostrarsi insensato e crudele, la vita continua e prova a seguire il suo martoriato corso. Persino a Gaza, dove i diritti umani da tempo hanno fatto un passo indietro. (Emanuele Sacchi - MYmovies)