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TITO E GLI ALIENI
martedì 23 e mercoledì 24 ottobre
TITO E GLI ALIENI
Regia: Paola Randi
Attori: Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito, Miguel Herrera, John Keogh, Gianfelice Imparato
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Italia 2017
Genere: Commedia
Durata: 92 minuti

Il Professore da quando ha perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all'Area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni. Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, andranno a vivere in America con lui. Anita 16 anni e Tito 7, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni...

Commedia lunare che si ingegna a passare in contrabbando la fine della vita, la solitudine e la morte, Tito e gli alieni racconta il lavoro del lutto.  E lo fa senza negarsi la gioia e senza svilire la fatica del dolore, con un'esuberanza e una libertà formale che mantengono il cinema in uno stato di giovinezza permanente. Nel deserto del Nevada, abbandonato da uomini e alieni, Paola Randi trasloca un professore muto e senza nome, fedele a un amore di cui chiede ragione alle stelle. La risposta è sempre la stessa e si centra sull'impossibilità di dimenticare chi non c'è più. La rielaborazione del lutto esige tempo e lo scienziato di Valerio Mastandrea ha deciso di prenderselo tutto, cronicizzando il dolore fino allo spegnimento del sentimento vitale. Aspettare ogni maledetto giorno un segnale dall'universo dona il senso della durata del lutto, ascoltare ogni notte in laboratorio la stessa traccia registrata sulla segreteria telefonica misura la forza della fissazione mortale. Fermo sulla scomparsa, provato dall'assenza e avido di nutrire la pena, il professore è un sopravvissuto che nel mondo vede solo un pretesto a una nuova variazione sul tema unico e inestinguibile del dolore.   Ma poi qualcosa accade, qualcuno arriva ad 'allargare il quadro' e a interrompere la solitudine eterna di un uomo sepolto in un nulla eletto a domicilio. Perché il racconto e la (sua) vita riprendano il loro corso è necessario un nuovo personaggio, anzi due. La rimessa in movimento si traduce con l'allunaggio di Anita e Tito, orfani che custodiscono il mistero del mondo, una vita che coincide con l'avvenire. Distillando il dolore dell'assenza nel genere (la fantascienza), Paola Randi gonfia una bolla nel deserto e avvia un percorso iniziatico che lega uno zio ai nipoti fino ad adottarli e adottarne lo stupore.  Onda anomala di guarigione e riconciliazione, Anita e Tito travolgono la nevrosi comica di Valerio Mastandrea, attore segreto, timido, lontano dagli altri ma in ascolto come il suo personaggio di un'altra dimensione del mondo, dove la bellezza e il conforto possono venire dalle parole. Le poche che lo script gli concede per dirsi e per dare prova di saper resistere, davanti al pianto disperato di Tito, alla tentazione della chiusura. Tenere aperto il mondo, tornare al mondo, abbassare di nuovo lo sguardo sul mondo, accarezzando l'idea di innamorarsi di nuovo, è la sola possibilità per continuare a vivere.  Tito e gli alieni è in fondo (e soprattutto) questo, la bellezza semplice di una nuova partenza. Finalmente possibile perché lo scienziato analogico di Mastandrea, che ricicla oggetti come Wall.E e ne reinventa uso e senso come Keaton, può 'dimenticare'. Dopo l'esercizio della memoria può lasciare andare la compagna, persistenza olografica e precipitato struggente di tutto quello che ha contato per lui, che adesso è parte di lui e porta con lui in un mondo fatto di polvere ma sempre ricco di luce. Film personale che volge l'alieno in proprio, Tito e gli alieni trasfigura la traiettoria esistenziale dell'autrice, prescindendo le derive intimistiche, svelando la sua solitaria ricerca e riconnettendola alle narrazioni e alle memorie collettive. Paola Randi si mette col suo professore dalla parte di chi sa restare nella vita, mantenendo sempre aperto l'orizzonte del mondo. (Marzia Gandolfi - MYmovies)