europa cinemas FICE Schermi di qualità

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere, con cadenza settimanale, la Newsletter Cinemaincentro con le informazioni, le trame, gli orari e altre notizie sulla programmazione delle nostre sale.

Se vuoi ricevere aggiornamenti o informazioni last minute via SMS inserisci il tuo numero di cellulare.

Cinema Mariani Ravenna
RITORNO AL BOSCO DEI 100 ACRI
sabato 27 - domenica 28 ottobre
RITORNO AL BOSCO DEI 100 ACRI
Regia: Marc Forster
Attori: Ewan McGregor, Hayley Atwell, Mark Gatiss, Tristan Sturrock, Adrian Scarborough
Distribuzione: Walt Disney
Paese: USA 2018
Genere: Animazione/live action
Durata: 104 minuti

Diventato adulto, Christopher Robin è intrappolato in un lavoro stressante e sottopagato e ha davanti a sé un futuro incerto. Ha una moglie e una figlia, ma il lavoro gli lascia poco tempo da dedicare alla famiglia. Christopher ha quasi dimenticato l’infanzia idilliaca trascorsa in compagnia di un orsetto di pezza un po’ sciocco e goloso di miele e dei suoi amici. Ma quando si ricongiunge con Winnie the Pooh, lacero e sporco dopo anni di abbracci e giochi, la loro amicizia si riaccende, permettendo a Christopher di ricordare gli infiniti giorni di meraviglia e immaginazione che hanno caratterizzato la sua infanzia, quando non fare niente era considerata la cosa migliore al mondo. A causa di uno spiacevole contrattempo con la valigetta di Christopher Robin, Pooh e i suoi amici, inclusi Pimpi, Ih-Oh e Tigro, escono dalla foresta e si avventurano a Londra per restituirne l’importante contenuto... perché i migliori amici sono sempre pronti ad aiutarti nel momento del bisogno.

Il regista tedesco di origine svizzera Marc Forster torna sul terreno del suo precedente Neverland - Un sogno per la vita per raccontare un grande autore di racconti per bambini: là era James Matthew Barry, l'inventore di Peter Pan, qui (sotto le mentite spoglie del figlio Christopher) è A. A. Milne, creatore di Winnie Pooh.  E se in Neverland il protagonista rimaneva bambino e insegnava a una madre di famiglia a conservare il suo spirito infantile, in Ritorno al Bosco dei 100 Acri è Christopher ad aver dimenticato le cose importanti imparate nell'infanzia ed è l'orsetto a ricordargliele. Ma Forster utilizza un'ambientazione retrò e un registro favolistico per affrontare di petto un grande problema della contemporaneità: la schiavitù del lavoro, che toglie tempo e immaginazione a chi è costretto a correre come un criceto sulla ruota, senza accorgersi di ciò che perde lungo la strada.   Come Neverland, Ritorno al Bosco dei 100 Acri contiene una buona misura di realismo magico, e l'immaginazione del regista si sposa con quella delle favole per creare un universo in cui tutto diventa possibile. In questo caso il mix è quello fra animali di pezza, resi realistici da un attento lavoro di grafica computerizzata (Winnie è esattamente l'orsetto che tutti abbiamo avuto, solo parlante), e attori, in una combine che ricorda quella di Paddington ma anche quella di Mary Poppins, il cui obiettivo era salvare Mr. Banks dalla compulsione al superlavoro. In una certa misura il film di Forster è anche companion di Vi presento Christopher Robin di Simon Curtis, che raccontava la dark side di A. A. Milne, veterano di guerra tormentato dai ricordi del fronte e disposto a dare in pasto suo figlio Christopher ai mass media.  Costumi e scenografie sono di prim'ordine, come eccellente è la recitazione di Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin. Ma è soprattutto il tono con cui viene raccontata la storia a rimanere fedele alle tavole disegnate da Milne, che appaiono spesso nel film così come le pagine del libro in cui sono contenute.   Ritorno al Bosco dei 100 Acri ben rappresenta la malinconia e la solitudine intrinsechi alla saga di Winnie, e quell'universo britannico fatto di cottage nella brughiera e buona educazione post vittoriana. Forster si sintonizza bene sulla componente oscura delle favole e sulla potenziale dimensione di incubo dei sogni, ma c'è anche la componente dolcemente anarchica dell'orsetto pasticcione che ama non fare nulla e abboffarsi di miele, antitetico all'etica puritana del duro lavoro e delle poche chiacchiere, secondo la quale "i sogni non sono gratis e bisogna lavorare sodo per realizzarli".   Un'etica cui Christopher Robin è stato forgiato dal college severo e repressivo in cui l'ha mandato suo padre, e dove si appresta a confinare la figlia Madeline. Riuscirà Winnie a fermarlo in tempo e restituire alla sua vita quella dimensione umana che ha perduto? Solo l'orsetto goloso può sperare di farcela, dato che è l'unico che riesce ancora a vedere in quel signore di mezza età stakanovista il piccolo Christopher Robin, antico compagno di avventure. Ed è l'unico in grado di ricordargli che un palloncino rosso vale più di una ventiquattrore zeppa di documenti contabili.   La narrazione resta elementare come quella delle tavole di Milne, ma il messaggio finale è politico: se non si concede ai lavoratori il tempo libero (retribuito) necessario a divertirsi si uccide il mercato dello svago o peggio, lo si riserva solo alle élite, che hanno già il pane, e anche le rose. E se non si riesce a vivere nel presente, costretti a proiettarsi in un domani che non arriva mai (o in un ieri che non si può dimenticare), si getta alle ortiche la propria esistenza. Un messaggio di straordinaria attualità: altro che favola per (eterni) bambini. (Paola Casella - MYmovies)