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Rocca Brancaleone Ravenna
CONTROMANO
giovedì 28 giugno
CONTROMANO
Regia: Antonio Albanese
Attori: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia 2018
Genere: Commedia
Durata: 103 minuti

Mario Cavallaro si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, Milano. Ha appena compiuto cinquant'anni. Mario ama l'ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto. La sua vita si divide tra il suo negozio di calze ereditato dal padre e un orto, unica passione conosciuta, messo in piedi sul terrazzo della sua abitazione. Ogni cambiamento gli fa paura, figuriamoci se il suo vecchio bar viene venduto ad un egiziano e se davanti alla sua bottega arriva Oba, baldo senegalese venditore di calzini. Quel che è troppo è troppo e per Mario la soluzione è semplice e folle allo stesso tempo: "rimettere le cose a posto".  Così decide di rapire Oba per riportarlo semplicemente a casa sua, Milano-Senegal solo andata. In fondo, pensa, se tutti lo facessero il problema immigrazione sarebbe risolto, basta impostare il navigatore. Ma poi questo paradossale on the road si complicherà terribilmente. Anche perché Oba acconsentirà alla sua "deportazione" a patto che Mario riaccompagni a casa anche la sorella, Dalida. Saranno guai seri o l'inizio di una nuova imprevista armonia?

La definizione di commedia con la specificazione 'agrodolce' sta un po' stretta a questa quarta prova registica di Antonio Albanese.  L'agro infatti prevale nettamente e se sono poche le occasioni per sorridere, quelle per ridere risultano limitatissime. Perché Albanese questa volta vuole, come lui stesso afferma, "raccontare questioni complesse in modo paradossale" riuscendovi grazie all'iniezione di dolente malinconia che permea l'intero film.   Mario Cavallaro non è un uomo cattivo; è fondamentalmente un uomo solo che ha fatto del non cambiamento uno scudo protettivo che si costella di aculei quando si trova davanti coloro che finiscono con il tentare, con il loro modo di vivere, non di distruggerlo ma solo di scalfirlo. Come tanti di noi risponde in modo infastidito alle richieste di oboli o acquisti di vario genere che gli vengono avanzate da venditori ambulanti che hanno la pelle di un colore diverso dal suo. Non sa che in Africa si dice che "chiedere non è rubare" ma sperimenta solo l'insistenza nella richiesta che può fare la differenza.  Anche la sua 'vittima', che si porta dietro quella che presenta come sorella, non è priva di difetti e questo è un elemento che accresce il valore di una sceneggiatura che, fatto salvo il ridondante predicozzo finale, non vuole indulgere né alla retorica né al manicheismo. Da una parte e dall'altra ciò di cui ci si è privati (le proprie origini per gli uni e una vita che contempli un lasciarsi andare al sentimento per l'altro) ha finito con l'imprimere un segno e con lo spingere a una coazione a ripetere gli errori.   Albanese ci vuole invitare a sperare in qualche piccola crepa che consenta di arrivare, se non allo sgretolamento, almeno a una breccia nei muri divisori. Così da permetterci di guardare all'altro, al diverso da noi non ingenuamente (perché sarebbe stupido farlo) ma neanche arroccati nel pregiudizio. Mario, Oba e Dalida sono chiamati a un on the road che non va solo da Milano al Senegal ma dal proprio io passato al proprio io futuro. (Giancarlo Zappoli - MYmovies)