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Cinema Sarti Faenza
PARIGI A PIEDI NUDI
mercoledì 23 maggio
PARIGI A PIEDI NUDI
Regia: Dominique Abel, Fiona Gordon
Attori: Fiona Gordon, Dominique Abel, Emmanuelle Riva, Pierre Richard, Emmy Boissard Paumelle, Céline Laurentie, Charlotte Dubery, David Palatino
Distribuzione: Academy Two
Paese: Francia/Belgio 2016
Genere: Commedia
Durata: 83 minuti

Fiona, bibliotecaria canadese, riceve una lettera da una vecchia zia partita anni prima per Parigi. Martha ha ottantotto anni, la testa tra le nuvole e la paura di finire in un ricovero. Per scongiurare l'ipotesi chiede aiuto alla nipote che sacco in spalla sbarca in città. Eterna gaffeuse, Fiona si perde, finisce a bagno nella Senna e fa la conoscenza di Dom, un clochard seduttore che vive sulle sponde del fiume. Dom si invaghisce di Fiona e la segue dappertutto. Da principio infastidita, comprende presto di aver bisogno di lui per ritrovare Martha, misteriosamente scomparsa.

Il cinema di Fiona Gordon e Dominique Abel smentisce le apparenze. Lo crediamo minimalista ma a torto perché ciascuna immagine dispiega un ventaglio di idee, di invenzioni, di emozioni. Lo crediamo artificioso e costruito con precisione millimetrica ma in realtà diventa ogni volta terreno di gioco dove tutto slitta traboccando libertà, spontaneità e audacia.  Questo gioco dei contrari è appannaggio dei grandi artisti. Comparati regolarmente a Jacques Tati, di cui Gordon e Abel rivendicano con rispetto l'ascendente, se ne appropriano offrendogli una nuova giovinezza, senza cadere mai nella citazione reverenziale e museale. Che disegnino il ritratto di una donna che scopre la sua dipendenza dal freddo (L'Iceberg) o la storia d'amore tra una fata e un portiere d'albergo (La Fée), le loro opere tracciano una strada singolare e funambolica, oscillando tra dramma e burlesque, che riposa sul principio quasi immutabile di un corpo (fisico o sociale) di fronte a un'avversità (materiale o esistenziale).   La dimensione ludica e poetica del loro lavoro non è mai sterile o naïve e interroga il mondo in maniera garbatamente assurda prima di incantarlo. Equivoci, abbagli, casualità, felicità o tragedie nutrono una sceneggiatura che pesca nei piccoli drammi anonimi del nostro quotidiano e tra gli outsiders eccentrici che lo calcano con piedi enormi. Una straniera smarrita, un senza tetto lunare, una donna âgée e il suo antico amore si cercano, si trovano e si perdono ancora lungo le strade di Parigi, sulle rive della Senna, dentro appartamenti haussmaniani o tende canadesi.  Ricreazione di piste colorate e ludiche, Parigi a piedi nudi è definitivamente un burlesque francese, benché Fiona Gordon sia canadese e Dominique Abel belga. Attori e autori dalla personalità gentile, aggiungono sempre ai propri personaggi una presenza irreale. Fata dinoccolata lei, clown attonito lui, le silhouette filiformi, quasi giacomettiane, tendono sempre verso la danza e si allacciano questa volta in un tango elastico su un bateau-mouche. Il pericolo del burlesque è di cedere talvolta all'artificio o alla poesia leziosa ma Gordon e Abel lo eludono correggendo la gentilezza dei loro protagonisti con un pizzico di crudeltà o una nota di malcontento come nella scena al cimitero, dove un elogio funebre deraglia fino all'insulto. Lo aggirano ancora riproducendo in maniera inedita una porzione di reale.   Piantati come fiori sottili in un luogo preciso di Parigi, l'île aux Cygnes, dove la statua della Libertà si misura con la Tour Eiffel, gli autori ne fanno una sorta di riduzione giocosa, in cui si concentrano tutti gli artifici turistici della città, alle volte grandiosi e ridicoli, monumentali e kitsch. La coppia trova in Parigi un décor esuberante di possibilità e fantasie che assecondano i loro movimenti coreografici e il sentimento di generosità dei loro personaggi, la cui bellezza nascosta si rivela attraverso una scrittura umanista. Un gusto che accorda sottilmente leggerezza e gravità, dolcezza e asprezza. Parigi a piedi nudi è l'ultima interpretazione di Emmanuelle Riva, senile e punk, piena di vigore e desiderio davanti al vecchio amante di Pierre Richard. Il suo personaggio è l'antitesi di quello mortale incarnato in Amour, lo è nella maniera gioiosa di assumere la vecchiaia e di fare fronte alla morte in cima alla Tour Eiffel. È anche questa l'eleganza del comico e di una commedia a bordo Senna che offre l'occasione di ritrovare la dame dello schermo e dirle addio. (Marzia Gandolfi - MYmovies)