europa cinemas FICE Schermi di qualità
Cinema Sarti Faenza
< Tutte le sale

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere, con cadenza settimanale, la Newsletter Cinemaincentro con le informazioni, le trame, gli orari e altre notizie sulla programmazione delle nostre sale.

Se vuoi ricevere aggiornamenti o informazioni last minute via SMS inserisci il tuo numero di cellulare.

Cinema Sarti Faenza
DOPPIO AMORE
da venerdì 20 aprile
DOPPIO AMORE
Regia: François Ozon
Attori: Jacqueline Bisset, Marine Vacth, Jérémie Renier, Myriam Boyer, Dominique Reymond
Distribuzione: Academy Two
Paese: Francia 2017
Genere: Drammatico/Thriller
Durata: 107 minuti

La giovane e fragile Chloé ha un dolore che non passa, somatizza un segreto che custodisce nel ventre e affronta in terapia. Frequenta lo studio di uno psicoterapeuta Paul che improvvisamente decide di mettere fine alle loro sedute perché attratto da lei. Anche Chloé è innamorata di lui e accetta di traslocare nel suo appartamento. Ma un giorno scopre che il compagno le nasconde l’esistenza del suo gemello monozigote Louis, che svolge la stessa professione in un altro quartiere di Parigi. Incuriosita decide di prendere un appuntamento con lui...

Dal suo debutto, François Ozon esplora l'altro. Quel doppio, benefico o malefico (o le due cose insieme) che cova in noi, esercitando una presa amorosa, sessuale, criminale.  L'altro che è femmina, l'altro che è doppio, l'altro che è ratto, l'altro che ha le ali, l'altro che non può essere morto, l'altro che infila la casa d'altri, l'altro che è assassino. Adattamento di un romanzo breve di Joyce Carol Oates ("Lives of the Twins"), L'amant double è l'esito, e probabilmente la conclusione, di questa dualità permanente. Con rigore geometrico, l'autore francese precipita nella testa di una donna scollata dal mondo reale. La causa, (di)spiegata nell'epilogo, affonda nella gemellarità. La gemellarità parassita mostrata in quello che ha di più mostruoso.   La maniera è quella di Brian De Palma, con un gusto postmoderno e incontenibile per la citazione. Ma le referenze cinefile non si esauriscono con Le due sorelle. C'è in Ozon una disciplina geniale che assimila in fretta il lavoro dei maestri per cucire la pelle e dipingere una tela di colori brillanti e visioni fantastiche. Nella sua variazione sul tema dei gemelli c'è David Cronenberg, ci sono le scale a chiocciola e le altezze vertiginose di Alfred Hitchcock, i segreti dietro alla porta di Fritz Lang, gli animali perturbanti di Jacques Tourneur e la vicina indiscreta di Roman Polanski (Rosemary's Baby).  Nondimeno L'amant double resta indiscutibilmente ozoniano, nelle sue ossessioni, nelle sue fissazioni, nelle sue oscillazioni tra centro e margine, dispositivo e ritratto, artificio e natura. Tutto nel film è riflesso, riflessione, specchio, eco, gemello. Tutto è doppio. Ci sono Paul e Louis certo, poi due madri, due figlie, due gatti (e un terzo impagliato). Ozon penetra l'intimità della sua protagonista, inventa, osa. Osa un piano sorprendente, audace, quasi surrealista, che passa per la vagina, accesso a un corpo consumato dall'interno.   È dal ginecologo che si apre L'amant double cercando una diagnosi razionale a un dolore tenace al ventre. Crampo che trova ragione nella psichiatria. Cinema organico e genitale, L'amant double è un'indagine mentale in cui perdiamo presto la direzione. Perché François Ozon è uno dei rari autori a distillare, film dopo film, l'idea sconcertante che le immagini mentono. O possono sbagliarsi. Girando con precisione clinica, invita il pubblico a emanciparsi dalla passività che il cinema sovente esige, per decifrare, per interrogare. L'amant double è un étude de femme dentro un thriller psicologico che frequenta il doppio malefico. Come sempre con Ozon si impongono due film, quello esibito e quello intrecciato con pazienza, che dissimula sotto il bagliore della superficie e i falsi décor del Palais de Tokyo.   Insieme a Frantz e a Una nuova amica, per citare le opere più recenti, L'amant double segue un percorso femminile e 'genera' la vera Chloé attraverso due uomini, così differenti e così uguali. Proprio come Anna attraverso Adrien (Frantz), Claire attraverso David e Virginia (Una nuova amica). Meno rassicurante di quello intrapreso da Anna e Claire, il viaggio di Chloé è crudo, crudele, brutale. Una fuga nevrotica in cui la realtà naufraga e i passaggi onirici o le istallazioni del museo che Chloé sorveglia trasfigurano in minaccia. Minaccia che incombe, che circonda, lambisce fino a inghiottirla, fino a dissolverla davanti a due fratelli che si desiderano più di quanto la desiderino. L'universo freddo e incerto di L'amant double è scaldato dall'intensità del desiderio della coppia formata da Marine Vacht e Jérémie Renier. Lei che in Giovane e bella era superficie fredda, opaca, anaffettiva, rivela la sua intimità fino alla vertigine. Lui, bionda e fatale proiezione, raddoppia provocando uno choc psichico. Incarnando la dicotomia di un autore diabolico. (Marzia Gandolfi - MYmovies)