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Cinema Italia Faenza
THE GREATEST SHOWMAN
lunedì 12 febbraio
THE GREATEST SHOWMAN
Regia: Michael Gracey
Attori: Zendaya, Hugh Jackman, Michelle Williams, Rebecca Ferguson, Zac Efron, Paul Sparks, Keala Settle, Jacqueline Honulik
Distribuzione: 20Th Century Fox
Paese: USA 2017
Genere: Musicale/Drammatico
Durata: 96 minuti

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Un intenso e originale musical che parla della nascita del business dell’intrattenimento, ma soprattutto celebra il senso di meraviglia che ognuno di noi prova quando i sogni diventano realtà. Racconta la storia di un visionario che dal nulla creò uno spettacolo ipnotico destinato a diventare un successo mondiale.

The Greatest Showman sceglie di interpretare il personaggio di Barnum scansando le sue controverse sfaccettature reali - impresario, businessman, editore, politico, filantropo - e concentrandosi sull'impeto dominante della sua vocazione di entertainer.  P.T. diventa così il simbolo dell'urgenza vitale e del diritto inalienabile di calcare il palcoscenico e fare spettacolo, anche mescolando arte popolare e arte nobile. Sotto questo profilo non c'è scena più efficace nel film della danza fra una trapezista di colore e il partner d'affari di Barnum, il rampollo dell'alta borghesia newyorkese Philip Carlyle, che raffigura il rapporto fra strati sociali (e fra cultura "alta" e "bassa") come un movimento interdipendente di elevazione e di discesa (con tanto di cadute rovinose) sviluppato lungo un asse verticale, ma anche lungo una tariettoria ellittica che avvicina e allontana i personaggi con ciclica regolarità. Lo sviluppo ellittico (anche a livello di sceneggiatura) attraversa tutta la narrazione filmica, rendendo quella di Barnum (non a caso l'inventore del circo a tre piste, fatto di cerchi occasionalmente intersecabili) una cosmologia i cui i pianeti orbitano l'uno in relazione all'altro (alcuni convinti di essere il centro del proprio universo), seguendo una linea obliqua che li accosta e poi bruscamente li separa, e facendo del momento in cui maggiormente si accostano (un bacio, il tocco di una mano) lo stesso che li scaglia il più lontano possibile gli uni dagli altri.  La storia di P.T. Barnum narra anche la sua ricerca ottusa e senza fine dell'approvazione sociale e artistica, determinata dall'incapacità di prescindere dal giudizio degli altri. E Gracey sceglie il cast perfetto per raccontare in questa chiave i due protagonisti maschili: Hugh Jackman, maestro nell'arte di recitar cantando (come già dimostrato ne I miserabili) e dotato di grande carisma naturale nei panni dell'irresistibile Barnum, e Zac Efron, segretamente malinconico e afflitto dalla paura che il suo successo sia un risultato di miscasting, nei panni di Carlyle, nato nel privilegio ma incapace di trovare il proprio posto nel mondo.  Michael Gracey, regista di The Greatest Showman, è lui stesso un po' Barnum: self made man australiano come la star del suo lungometraggio d'esordio, giovane e ambizioso, intento a lasciare il segno nel cinema hollywoodiano come nel musical anglosassone (con ben presente il conterraneo Baz Luhrman), patendo da un solido background come regista pubblicitario e realizzatore di effetti speciali - cioè mago. Gracey ha preso una sceneggiatura firmata da un peso piuma come Jenny Bricks e l'ha fatta riscrivere da un peso massimo come Bill Condon, autore di adattamenti cinematografici di musical di enorme successo (Chicago, Dreamgirls, La bella e la bestia) ma anche di un geniale piccolo film sul cinema, Demoni e dei, premio Oscar alla sceneggiatura.   Le canzoni di The Greatest Showman sono scritte dal duo di trentaduenni Pasek & Paul (Oscar per City of Stars di La La Land) e composte da Johnn Debney (Oscar nomination per la colonna sonora de La passione di Cristo).  Ma resta evidente che le intuizioni visive di Gracey superano di gran lunga le indicazioni dei brani musicali che virano spesso, per testo e melodia, verso sensibilità melodrammatiche alla Glee. The Greatest Showman è spettacolo, frenetico ed eccessivo come un tripudio circense, potentemente ritmato e magnificamente orchestrato, mistificatore come deve essere ogni show (e come è il cinema, dai tempi della lanterna magica), ma soprattutto accessibile ad ognuno di noi. Perché questo Barnum legittima soprattutto l'aspirazione di ognuno di noi ad entrare in scena, che sia da prima ballerina, o da alberello della scenografia. (Paola Casella - MYmovies)