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Cinema Centrale Imola
LA VITA IN COMUNE
martedì 10 ottobre
LA VITA IN COMUNE
Regia: Edoardo Winspeare
Attori: Antonio Carluccio, Gustavo Caputo, Celeste Casciaro, Davide Riso, Claudio Giangreco
Distribuzione: Altre Storie
Paese: Italia 2017
Genere: Commedia
Durata: 110 minuti

In un piccolo paese del sud Italia dimenticato da Dio, dove il malinconico sindaco Filippo Pisanelli si sente terribilmente inadeguato al proprio compito. Solo l’amore per la poesia e la passione per le sue lezioni di letteratura ai detenuti gli fanno intravedere un po’ di luce nella depressione generale. In carcere conosce Pati, un criminale di basso calibro del suo stesso paese, che con il fratello Angiolino sognava di diventare boss del Capo di Leuca. Ma l’incontro con l’arte cambia tutti, e così un’inconsueta amicizia tra i tre porterà ciascuno a compiere delle scelte coraggiose: i due ormai ex banditi subiranno una vera e propria conversione alla poesia e alla bellezza del Creato, mentre il sindaco troverà il coraggio per difendere delle idee, forse folli, ma per cui vale la pena battersi come ad esempio dichiarare il proprio amore alla bella Eufemia. La ricomparsa della foca monaca nei mari italiani sarà il segno che qualcosa è cambiato. La vita del timido Filippo è ormai capovolta e lui ci si butta dentro con un tuffo, finalmente circondato non da paure ma da un silenzio pacifico.

Edoardo Winspeare prosegue il suo percorso di rilettura del nostro contraddittorio Paese osservando i luoghi e le persone del Salento, terra in cui vive e di cui conosce l'humus vitale e anche i problemi presenti e passati.  A differenza dell'erudito professore (uno dei personaggi del film) che trae da questa conoscenza noiosissimi anche se documentatissimi trattati, Winspeare trasfigura in commedia, con un retrogusto amaro, la quotidianità di un borgo che invece di chiamarsi Depressa (il vero nome del paese in cui è cresciuto) diventa qui Disperata. Si può dire che sia proprio Winspeare ad avere dato un impulso non secondario a quella riscoperta della Puglia come straordinario set cinematografico che ha fatto sì che la Film Commission regionale sia una delle più attive d'Italia. Gli spazi e gli scorci incantevoli ovviamente non gli mancano ma ciò che a lui più interessa è osservare, con la pazienza della lumachina che apre e chiude il film, quei microcosmi che specularmente riflettono dinamiche diffuse. Ecco allora un Consiglio comunale (che permette di dare al titolo una doppia significazione) che è formato da pochissimi consiglieri ma ospita diatribe che dovrebbero far sentire 'grandi politici' coloro che le alimentano. Mentre si assiste a dibattiti ripresi volutamente con sonorità che talvolta sovrappongono il parlato (un po', ci si permetta il paragone, alla Altman) ci si accorge che potrebbero risuonare altri accenti ed altri dialetti ma che le situazioni sarebbero simili. Perché Winspeare non ha il timore di abbassarsi ad ascoltare i suoi personaggi facendoli, come si suol dire, parlare come mangiano, imprecazioni comprese. Ma sa cogliere in loro quel bisogno nascosto di una dimensione altra che può rimanere celato e inespresso per sempre oppure trovare un piccolo varco e trasformare l'esistente. Così come lo trova nel film la foca monaca che potrebbe limitarsi ad essere un'invenzione narrativa del regista e del suo co-sceneggiatore Alessandro Valenti (e andrebbe già bene così) ed invece si tratta di un evento preso dalla realtà. Il 13 giugno 2017 dopo circa trent'anni di assenza, una foca monaca è stata avvistata al largo di Tricase. Se un mammifero in via di estinzione come questo si è rifatto vivo nel mare dinanzi alla Puglia perché non dovrebbe essere possibile una telefonata di Papa Francesco? La documentazione anche su questa materia è ampia ed è stata raccolta nel libro "Gli abbracci di papa Francesco". Ecco allora che Angiolino può iniziare a vivere in modo diverso quello che era solo un simulacro di religiosità che gli faceva implorare l'intercessione papale per la riuscita di una rapina. Perché per Winspeare la toponomastica non si può cambiare (Disperata resterà tale) ma il cuore degli uomini sì. (Giancarlo Zappoli - MYmovies)