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Cinema Sarti Faenza
SIERANEVADA
giovedì 28 settembre
SIERANEVADA
Regia: Cristi Puiu
Attori: Mimi Branescu, Mirela Apostu, Eugenia Bosânceanu, Ilona Brezoianu, Ana Ciontea, Ioana Craciunescu, Valer Dellakeza, Aristita Diamandi, Dana Dogaru
Distribuzione: Parthenos
Paese: Romania/Frncia/Bosnia 2016
Genere: Drammatico
Durata: 173 minuti

Un affresco ironico e trascinante che apre le porte dell'appartamento di Bucarest dove - tre giorni dopo l'attentato contro Charlie Hebdo e quaranta dopo la morte del padre - Lary trascorre la domenica con tutta la famiglia, riunita per commemorare il defunto. Non tutto, però, va come previsto: tra segreti e bugie, costumi di carnevale sbagliati e nostalgie del regime, sbornie da smaltire e complotti da sventare, Lary si vedrà costretto ad affrontare le proprie paure, a riconsiderare il proprio posto all'interno della famiglia. E a dire la sua parte di verità.

Il film di Puiu si interroga su cosa sia ora la Romania e lo fa attraverso quella straordinaria cartina al tornasole che è la famiglia, aiutato in questo da una tradizione locale che vuole che quaranta giorni dopo la cerimonia funebre familiari ed amici del defunto si riuniscano per commemorarlo. Per traslato sono il Conducator Ceausescu e il suo regime ad assumere il ruolo del convitato di pietra in questo microcosmo in cui domina la menzogna (quella del Padre e anche quelle di una parte di coloro che gli sono sopravvissuti).  C'è chi mente a se stesso pretendendo di vedere complotti ovunque (talvolta a ragione ma spesso negando qualsiasi possibilità di una ricerca della verità 'vera'). C'è chi si è ancorata a un passato che vuole continuare a ritenere glorioso e ha chiuso gli occhi dinanzi alla realtà. C'è chi le si oppone ma resta nelle panie di un presente che non è poi così radioso. Ma soprattutto c'è chi ha fatto della menzogna il proprio modo di essere quasi finendo con il credere che corrisponda al vero. C'è poi chi, come la moglie di Lary, crede di poter sfuggire a tutto ciò rifugiandosi nel consumismo ma la realtà finirà con il presentare il conto anche a lei.  In un film tutto racchiuso nelle pareti domestiche, tranne due scene girate in esterno una delle quali in apertura, Puiu si dichiara fin da subito, grazie ai movimenti della macchina da presa, come colui che spia e ci fa spiare uno spaccato di società su cui lascia a noi di esprimere un giudizio. Ci chiede cioè se la negazione sistematica della realtà imposta da un regime ormai relegabile nel passato abbia avuto così tanta forza da protrarre la sua influenza sul presente oppure se l'oggi non sia stato capace di produrre validi anticorpi accontentandosi della morte del Padre della Patria come se ciò fosse sufficiente. Chi poi volesse anche interrogarsi sul senso del titolo del film è bene che sappia che oltre sulla vaga reminiscenza western Puiu puntava soprattutto su un titolo che non potesse essere cambiato all'estero. (Giancarlo Zappoli - MYmovies)